La Piazza di Chioggia 23 luglio 2007 LA SCUOLA CHE FA SPETTACOLO “Sone le ore de l’orologio de Sant’Andrea” Una
pièce teatrale per raccontare le vicende che legano l’orologio
Dondi alla torre della città di Chioggia. Un’iniziativa della scuola Merlin, all’interno di uno dei
progetti sulla conoscenza geografica, culturale del territorio a
cura delle maestre della scuola Merlin
Alcuni
momenti dello spettacolo Quest’anno uno dei progetti di plesso della scuola primaria Merlin è stato orientato alla conoscenza geografica, storica e culturale del territorio di Chioggia. I bambini divisi in più laboratori hanno avuto la possibilità di approfondire più aspetti del nostro Comune assieme ai loro insegnanti, convinti che conoscere la città in cui si vive significa amarla e rispettarla di più. Sono state programmate più uscite sia in collaborazione con il Museo civico che con il Cea che hanno aiutato i piccoli esploratori nello studio degli ambienti geografici presenti come la spiaggia, gli orti, la passeggiata del Lusenzo, Sottomarina vecchia e le sue trasformazioni nel corso degli ultimi due secoli e, naturalmente, il centro storico di Chioggia con le sue calli, i suoi ponti, i suoi palazzi e le sue chiese. Proprio il Campanile di Sant’Andrea ha attirato la curiosità dei bambini che, guidati dal maestro Bullo e dal professor Bellemo, hanno conosciuto una storia importante e da pochi ancora nota, che lega l’Orologio di Messer Dondi alla torre e alla nostra città. Un orologio che, da studi di esperti, è risultato il più vecchio al mondo, nel suo genere, ancora funzionante, tanto che è stato possibile vederlo muovere e capire questo ingegnoso marchingegno. Tanto è stato l’interesse che gli insegnanti, con il supporto degli specialisti dell’Associazione Arenartis hanno costruito uno spettacolo semicomico che racconta la storia dell’orologio nel corso dei secoli che, come il padrone della città, guarda quello che succede per le vie e ne segna il tempo. La storia comincia dal Monastero di Brondolo, dove la mancanza di un orologio creava imbarazzanti inconvenienti ai poveri frati che chiedono così aiuto a messer Dondi, costruttore proprio di orologi. Il problema nel convento è risolto ma non in città dove le donne, impegnate al mercato, dimenticano di tornare a casa, i pescatori che non riescono a trovare la via del ritorno dal mare, il podestà che fa costruire un orologio per la città e i marinanti che lo vorrebbero a marina. E poi il trasferimento, nella storia più recente, dell’orologio dal municipio al campanile e l’opposizione del popolo al comandante tedesco che rivuole l’orologio al suo posto. Il tutto rigorosamente recitato in dialetto e corredato da canti chioggiotti e balli a tema. I bambini, divisi in cinque gruppi, recitazione, danza, percussioni, canto e scenografia, ne sono stati protagonisti. Risultato: un delizioso e divertente spettacolo che ha acceso l’entusiasmo di tutti gli spettatori presso l’Auditorium S. Niccolò. |