ABITARE
E LAVORARE
classi 4^ A-B-C
Scuola Elementare "B. Caccin"
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INTRODUZIONE
ALLA MOSTRA STORICA |
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LA CITTA’ L’abitato di Chioggia Maggiore (Clugia Maior) era distribuito in quattro aree separate da tre canali
che correvano in senso nord-sud: Canal Maggiore (Lombardo), Canal
Vena, Canal Lusenzo (S. Domenico). I quattro quartieri erano i seguenti (partendo dal
lato occidentale): 1 - Oltre Canale (Saloni); 2 - Piazza, divisa in Ultra Plateam sul Canal
Maggiore e
Citra Plateam sul
Canal Vena; 3 - Oltre Vena (Ultra
Venam); 4 - Oltre Lusenzo (oltre Canal S. Domenico). I canali intersecavano quasi tutta la città, poichè
la barca il mezzo di trasporto più comune per le merci e di
spostamento delle persone: ogni famiglia possedeva un’imbarcazione,
che attraccava sotto casa. Le abitazioni erano disposte lungo linee parallele
che correvano in senso est-ovest. Fra gli edifici si estendevano spazi aperti, che
interrompevano le serie delle case: 1 - CORTI (curie):
piccoli giardini con un albero da frutto, nei quali era scavato il
pozzo e, a volte, si trovava un forno; 2 - CASAMENTI, appezzamenti usati per coltivare ortaggi, allevare animali, costruire piccole imbarcazioni.
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Le calli, chiamate CONTRADE, erano costituite da due
parti, la cui larghezza era definita da una lunga tradizione: 1 - il VICINATO:
la parte di terra pedonabile; 2 - la CAVANNA:
la canaletta comunicante con uno dei canali principali della città. Questa struttura, che univa terra e acqua, era il
risultato di un processo secolare dettato dalle esigenze delle
principali attività economiche: le saline e i vigneti. Il sale, l’uva, gli ortaggi venivano trasportati
con le barche fino ai magazzini (saleri)
ubicati al pianterreno delle case, che avevano una specie di porta di
porta sul lato settentrionale prospiciente la cavanna. In tal modo era
agevolato il deposito dei prodotti delle saline e dei campi, che ogni
giorno d’estate i lavoratori dovevano scaricare. Abbiamo scoperto che, in epoca medioevale, il lavoro
influenza il modo di abitare di una città: Chioggia può essere
considerata un esempio tra i più interessanti di questo fenomeno.
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LE
CASE I materiali usati per le abitazioni erano i seguenti: 1 - legname: per costruire le fondamenta, il tetto,
le scale, le porte, le finestre, le pareti divisorie interne; 2 - mattoni (pietre
cotte): per il basamento e le pareti esterne; 3 - marmo (pietre
vive): per le decorazioni o alcune parti delle case più belle,
soprattutto quelle sopra la Piazza. 4 - canne e paglia per le abitazioni più modeste. Le case nella Chioggia medioevale erano di due tipi: 1 - CASA PIANA
o A PEPIAN: case che avevano
le stanze solo al pianterreno e quindi vi abitavano le famiglie più
povere; 2 - CASA
SOLARATA: case che avevano il primo piano, abitate da famiglie
benestanti. Altri edifici rispondevano a diversi usi: abitazione,
deposito di attrezzi e merci, ricovero di animali da cortile: 1 - SEZONTA:
piccolo edificio adiacente (aggiunto) al corpo principale di una casa
solarata; 2 - CANIPA:
piccola casa in legno, canne e paglia, col solo pianterreno; 3 - MAGAZZINO:
locale di deposito; 4 - SALERO:
locale di deposito del sale.
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Ogni unità residenziale era considerata come un
quadrilatero, composto da due lati e due capi: i lati (est e ovest,
cioè mare e monti) coincidevano con i muri di confine con altre
proprietà; i capi (nord e sud) erano gli estremi che toccavano la
cavanna o il vicinato. La facciata principale della casa era quella rivolta
a sud (versus meridiem),
mentre quella secondaria era rivolta a nord (versus
septentrionem). E’ per questo motivo che la facciata rivolta a
sud era più curata e ornata e nelle case solarate aveva anche il
porticato con colonne di mattoni o di marmo. Anche oggi si può notare
che nelle calli i porticati sono collocati sul lato meridionale.
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LA
PIANTA DI CRISTOFORO SABBADINO (1557) E’ la pianta più antica di Chioggia. L’autore è
il chioggiotto Cristoforo Sabbadino, proto
(ingegnere) della Repubblica di Venezia nel Cinquecento. PRIMA
SEZIONE E’ la zona dei Saloni, grandi magazzini per
raccogliere il sale, costruiti nel 1460 per ordine del governo
veneziano al fine di contrastare il contrabbando di sale. Si nota che tale area è formata da un insieme di
isolotti, che nel Trecento erano abitati e vi sorgeva anche il
monastero di S. Caterina. I canali interni, infatti, sono quanto
rimane delle antiche cavanne. SECONDA
SEZIONE Raffigura il settore settentrionale della città,
denominato Vico, cioè villaggio, luogo abitato. Da notare due
elementi: 1 - la schiera compatta delle case di fronte alla
riva nord, dove abitavano i vigaroli, cioè i rematori e marinai che
assicuravano i collegamenti quotidiani con Venezia; 2 - il fondamento di saline di fronte alla piazzetta
di Vigo, ricostruito in pietra nel Cinquecento in sostituzione di
quello antico chiamato Codevigo.
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E’ l’area orientale della città con le due isole
di S. Domenico e Oltre Lusenzo, che nel Trecento era abitata. Dall’isola di S. Domenico partiva un ponte che
collegava Chioggia Maggiore a Chioggia Minore: tale ponte fu
distrutto, e mai più ricostruito, durante la guerra di Chioggia. QUARTA
SEZIONE Rappresenta il quartiere meridionale della città,
che risulta divisa dalla terraferma dal canale della Cava, scavato
intorno alla metà del Cinquecento per rendere Chioggia un’isola e
quindi inespugnabile: in quegli anni si temeva un attacco da parte dei
Turchi, contro i quali Venezia fece molte guerre. Nel Medioevo invece Chioggia Maggiore era unita alla terraferma. |
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L’ECONOMIA La popolazione di Chioggia si sosteneva mediante
attività del primario, di cui ora rimane solo un ricordo: 1 - l’estrazione del sale in laguna nei cosiddetti fondamenti
di saline; 2 - la viticoltura e l’orticoltura; 3 - la pesca in laguna: vallicoltura, pesca
stanziale, pesca vagantiva; 4 - il trasporto marittimo e fluviale. IL
LAVORO Nel Medioevo i Chioggiotti si dedicavano soprattutto
a due produzioni che richiedendo un clima caldo e asciutto erano
concentrate nei mesi estivi: 1 - dall’acqua ricavavano il sale, che era un
prodotto molto caro; 2 - dalla terra ricavavano uva e ortaggi; Molti chioggiotti erano contemporaneamente salinai e vignaioli. La loro mentalità era simile a quella dei contadini, in quanto anche il lavoro sulle saline era una raccolta di qualcosa offerto dalla natura.
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DOCUMENTO N. 1 - SALINE Chioggia, ottobre
1162. Mainardo Boiso di Chioggia Maggiore accetta da Pietro Polani,
figlio del doge, due saline nel fondamento Caciacane Piccolo in cambio
dell’affitto di quattro giorni di raccolta di sale per ogni estate
per sempre. DOCUMENTO N. 2 - SALINE Rialto, settembre
1168. Il nobile di Venezia Pietro Morosini dona il fondamento Laguna
(vicino Pellestrina) al monastero di S. Cipriano di Murano, in cambio
dell’affitto di due giorni di raccolta di sale, per sempre. DOCUMENTO N. 1 - AGRICOLTURA Chioggia, ottobre
1144. Viecelo Foscari accetta dal monastero di S. Cipriano di Murano
un terreno con casa in Chioggia oltre ad un vigneto, in cambio
dell’affitto di due anfore di vino in ogni vendemmia, per sempre. DOCUMENTO N. 2 - AGRICOLTURA Chioggia, marzo 1170. Ruggero e Domenico accettano per 29 anni da Fantino da Molin una vigna situata in Calmaggiore in cambio dell’affitto annuale di un terzo della produzione.
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MONUMENTI
MEDIOEVALI Abbiamo fotografato i pochi monumenti d’epoca
medievale giunti sino al nostro tempo perchè sono testimonianze
significative e preziose di una civiltà scomparsa per sempre. Alcuni appartengono allo stile romanico: campanile di
S. Andrea; campanile della SS. Trinità. Altri appartengono allo stile gotico: campanile del duomo (1347); Granaio (1328); chiesetta di S. Martino (1392); chiesetta dei Santi Pietro e Paolo (1431). |
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