Direzione Didattica V Circolo - Chioggia
Scuola Elementare "B. Caccin"
Paola Paolini
- Renato Oselladore
La Guerra di Chioggia
Chioggia
nel Medioevo
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Gli alunni
delle classi 4 A-B
a.s.
2000/2001
Collaborazione degli
insegnanti:
Fiordirosa Boscolo -
Orfeo Mazzeo
Progettazione e
documentazione storica:
Paola
Paolini
Realizzazione tecnica: Direzione Didattica V Circolo - Chioggia
Viale Tirreno - 30019 Sottomarina
(VE) tel 041493264 fax
0415542834 LA
STORIA DI CHIOGGIA Le
origini leggendarie. I
troiani CLODIO, ANTENORE e AQUILIO, compagni di ENEA, sarebbero fuggiti dopo la
distruzione di TROIA e sarebbero approdati nei lidi dell’ALTO ADRIATICO .
Le origini di Chioggia sono
antichissime. Secondo la leggenda fu fondata dal troiano CLODIO sbarcato in
Italia con Enea. Probabilmente nel 2000 a.C. fu abitata da genti ELLENICHE,
provenienti dalla TESSAGLIA, una regione della GRECIA. CLODIO
alzò in CLODIA l’arma troiana , un leone rampante rosso, a memoria delle sue
lontane origini. I
Paleoveneti (popolazione indoeuropea, proveniente dall’Illiria) si sarebbero
insediati in queste zone e sarebbero stati, in seguito, invasi e dominati dagli
Etruschi tra il IV e il V secolo a.C. Gli
Etruschi costruirono canali, bonificarono i territori, introdussero coltivazioni
e i Veneti trassero quindi alcuni vantaggi da questa dominazione. I
Veneti riuscirono a resistere all' invasione dei Galli, ma dovettero subire
l’occupazione Romana tra il II e
il I secolo a.C. (la zona divenne provincia
romana ). I
Romani dominarono la zona di Chioggia a partire dal I secolo a.C. Plinio
il vecchio (23 - 79 d.C.) nella sua : "Naturalis Historia" descrive il
litorale Adriatico e menziona il "Vicus" chiamato "Clodia"
con il suo porto "Evrone" ( l’attuale Vigo, da "Vicus").
Afferma che Clodia è una stazione marittima, cioè
una stazione di posta tra Ravenna ed Altino. Molti
reperti di Epoca Romana (monete, bronzi, lapidi) sono stati ritrovati in
seguito. La
colonna di Vigo (non il capitello, che invece è del X secolo ) è una colonna
romana; fu ritrovata a Chioggia nel 1700. Su di essa è stato posto il leone
alato della Serenissima.
Nel
751 dopo Cristo, la città riuscì a respingere l'invasione dei LONGOBARDI, ma nell'810 dopo Cristo fu conquistata e distrutta da PIPINO, re
dei Franchi, figlio di Carlo Magno, incagliatosi poi in laguna con le sue grosse
navi. Chioggia
inizialmente fu salvaguardata dalle invasioni dei popoli "
barbari" ( Visigoti, Goti, Unni …), soprattutto per merito della sua
posizione geografica decentrata ed isolata. Nel
569 i Longobardi si spinsero oltre il Po e si insediarono anche nel territorio
Veneto-Bizantino: Adria e Piove di Sacco entrarono a far parte della Longobardia,
mentre Chioggia, Cavarzere e Loreo
rimasero sotto il dominio Bizantino. Il
Doge di Venezia, per difendere il territorio della Confederazione Lagunare dai
continui attacchi delle popolazioni
Barbariche, fece costruire il castello fortificato di Brondolo a difesa della città di Chioggia. I
Longobardi vennero sconfitti a Chioggia per terra e per mare e dovettero
rifugiarsi a Ravenna. La
Confederazione Lagunare divenne un
Ducato autonomo e Chioggia
entrò subito a far parte del nuovo
Ducato. Nel
781 Pipino fu nominato Re d’Italia dal padre Carlo Magno e
nell’ 810, con la sua
potente flotta, attaccò le
popolazioni della laguna veneta che immediatamente organizzarono
le difese, togliendo perfino la segnaletica che indicava la profondità
delle acque: le grosse e pesanti
navi di Pipino inevitabilmente si
incagliarono. Pipino
riuscì tuttavia a conquistare Iesolo,
Caorle ed Eraclea. Pipino
era riuscito quindi suo intento, ma aveva subito gravosissime perdite; si ritirò Nell'
898, gli Ungheri invasero il
territorio lagunare; provenivano dalle regioni del
basso Danubio e si insediarono nella zona del Brenta. Dopo aver
saccheggiato Padova,Vicenza e Treviso, assediarono Chioggia che tentò di
resistere disperatamente. Ebbero
termine così le invasioni barbariche nella zona lagunare. I
chioggiotti superstiti e fuggiaschi rientrarono in città e cominciarono la
ricostruzione.
Venne
subito ricostruita, ma nel 900 d.C. circa fu distrutta nuovamente dagli UNGHERI. Fece
parte della CONFEDERAZIONE LAGUNARE
delle DODICI isole venete con un proprio Tribuno
e con un TRATTATO che la legò per lungo tempo a Venezia, la Serenissima. Nel
466 si stabilì che ogni isola della laguna avesse un Tribuno con
incarichi civili e giudiziari. Tutti
i Tribuni si dovevano riunire periodicamente per deliberare su situazioni di
interesse comune. Si
formò così una confederazione di 12 Tribuni che governavano le 12 isole dalla
laguna: Clugia
minor era l’ XI isola e Clugia maior la XII. In
seguito Chioggia ebbe 4 Tribuni, che furono sostituiti successivamente da un
Gastaldo, unico per tutto il comune, sia per Clugia maior che per Clugia minor. Il
Gastaldo era nominato direttamente dal Doge. Non
aveva funzioni giudiziarie. Con il “ Pactum
Clugiae “ dell’ 862 , Chioggia definì
con Venezia i termini del reciproco rapporto: furono stabiliti gli esatti
confini del comune, vennero riconosciute alcune tradizioni locali e venne
sancita la proprietà esclusiva dei beni del comune. Le
vicende di Chioggia furono sempre legate alle sorti dalla Serenissima. Dovette
contribuire nelle guerre di Venezia contro i Turchi e pagò tutte le conseguenze
degli scontri. I
Turchi combatterono per difendere la loro supremazia sul Mediterraneo; Venezia
fu naturalmente la più importante contendente. I
danni subiti da Venezia ebbero ripercussioni notevoli su Chioggia soprattutto
per le perdite economiche e commerciali.
Ebbe
il periodo del suo massimo splendore e ricchezza nel MEDIOEVO. Rimase però
desolata e distrutta dopo la terribile guerra di Chioggia del Da
ricca città mercantile divenne una piccola città peschereccia, sempre
sottomessa a Venezia e iniziò inevitabilmente il suo lento declino. L’economia
di Chioggia ormai privata dei proventi delle saline e ridimensionata nel commercio marittimo subì gravi conseguenze. Chioggia
sperò di diventare “porto
franco”, mentre Bonaparte faceva il suo ingresso vittorioso in Venezia, senza
trovare resistenza . I
Francesi entrarono in Chioggia il 16 Maggio 1797.
Alla
fine del '700, Chioggia fu
conquistata dai FRANCESI e poi fu
ceduta all' AUSTRIA… L'800
e il '900 furono secoli di miseria,
di guerre e di declino. Chioggia
comincerà la sua ripresa solo negli ultimi decenni del Ventesimo secolo. La rivolta fu sedata e
Chioggia fu considerata “città infedele
e pericolosa”. Dopo
gli Austriaci in Chioggia ritornarono i Francesi. Nel
1814 iniziò la seconda dominazione austriaca con un podestà e un consiglio di
40 membri. Nel
1848 furono cacciati gli Austriaci e a Chioggia si formò
un governo provvisorio. Per
la liberazione definitiva dagli Austriaci, Chioggia
dovrà attendere la fine della 3^ Guerra d'Indipendenza. Il
24 maggio 1866 il Veneto e Chioggia furono annessi all'Italia. Il
15 ottobre 1866 gli Italiani entrarono, finalmente, in Chioggia. ********** Chioggia
nel Medioevo IL
TERRITORIO Chioggia
nel Medioevo è stata una città ricca ed importante, un centro di
produzione del sale ("l'oro bianco") e di prosperosi commerci;
nel Dogado, era seconda solo a Venezia. Nel
Trecento era molto popolata ed era difesa da opere murarie e da canali naturali.
Le zone di maggior concentrazione abitativa erano l'area della
"Tombola" e l'area oltre il canale della Lombardia ( o Lombardo)
chiamata "ULTRA CANALEM" (Saloni), dove esistevano molti cantieri e
molti magazzini del sale.
"capitale del sale", ammirata ed invidiata dalle popolazioni
dell'entroterra. Nel
DOGADO veneziano era seconda per importanza solo a Venezia. Il
centro urbano di più antico insediamento era compreso tra il CANALIS MAIOR (Lombardo) e il Appartenente
alla Confederazione Lagunare e allo Stato Veneto, Chioggia ebbe comunque una sua
autonomia amministrativa che fu sancita nell'862 ( poi ribadita nel 920, nel
1255 e nel 1293) con il PACTUM CLUGIAE che definiva, tra l'altro, i confini del
suo territorio: dal fiume Adige a sud, da S.Pietro di Cavarzere a Civè ad
ovest, dai cordoni litoranei ad est, al porto di Malamocco a nord. Il territorio era molto boschivo; vi
erano valli da pesca, piccole zone lacustri, terre coltivate, saline, pascoli,
vegetazione spontanea e terre incolte…
Nel
Trecento aveva circa dodicimila abitanti; era
divisa in CLODIA MAIOR ( o CLUGIA MAIOR
cioè maggiore, l'attuale centro
storico) e in CLODIA MINOR ( o CLUGIA MINOR, cioè piccola, l'attuale
Sottomarina); le DUE
CHIOGGE erano unite da un
lungo ponte fortificato con torri e ponti levatoi che attraversava l'isola del
Buon Castello fino a S. DOMENICO. Due
zone boschive molto estese si trovavano tra Chioggia minore e Brondolo : erano
le selve di CLOZISCA e di SURIGALE. A sud di Brondolo si estendeva il bosco
CEREDO (o FORESTO), poi divenuto zona valliva; verso ovest il bosco continuava
nell'AGGER CARRARIE. Al
tempo di Augusto, alcuni documenti di Vitruvio e Strabone descrivono la zona tra
Ravenna ed Aquileia come una "PULCHERRIMA SILVA". Il
litorale di Clugia minor era molto più stretto ed arretrato di quello attuale. La
maggiore isola era quella di Brundulum (Brondolo) e la laguna comunicava
direttamente con il mare aperto attraverso il porto di Brondolo
(Evrone). La più grande via di comunicazione
terrestre costruita nel 132 d.C. che
costeggiava l'Adriatico
fino ad
Altino, era la
via Popilia
successivamente chiamata “
strada Romea
“ perché usata
dai pellegrini per recarsi a Roma. Dalla
via Popilia partiva la via
Carriera che arrivava a Chioggia.
CLODIA (in latino) FOSSA CLODIA (Plinio il vecchio) CLUIA (1100) CLUZA
(1200) CLUGIA (1300)
CHIOZZA (1500)
CHIOGGIA (1800) I chioggiotti ora la chiamano "Ciosa" (in dialetto) oppure
"Chioggia" pronunciate con la "o" molto stretta.
In italiano è "Chiòggia".
L’ECONOMIA CHIOGGIOTTA Nel
Medioevo l'economia chioggiotta fu legata alla commercializzazione del sale, che
era la principale ricchezza della città. Nella
laguna vi era una forte salinità, la più alta di tutta la zona lagunare. Il
sale era
usato oltre che
per la conservazione dei
cibi, anche come mezzo di scambio per procurarsi derrate alimentari . Nel
comune esistevano molti fondamenti di saline
di dimensioni notevoli: tra il 1175 e il 1230 circa se ne contarono fino
a 119. Il
comune di Chioggia controllava tutte le attività connesse alla produzione e al
commercio del sale attraverso molti capitoli degli Statuti e di riformagioni del
Maggior Consiglio. Esistevano
2 qualità di sale:il sale albo (puro) e il sale nigro (impuro) . L’ECONOMIA
MARITTIMA L’espansione
dei commerci verso l’oriente favorì i cantieri navali e le attività
connesse, che furono regolamentate negli Statuti.Si formarono associazioni e
consorzi,come la scuola dei calafati con la sua "Mariegola" (Statuto)
del 1211. I
chioggiotti furono anche esperti navigatori (si ricordino i famosi Niccolò De
Conti e Giovanni Caboto di origini chioggiotte ). I commerci con l’oriente
fornivano l’approvvigionamento di seta, filati d’oro, spezie, lino, cuoio,
zucchero, profumi, vini in cambio di sale, legna, miele, pellicce, canapa,
corallo, ambra, ferro. La
Marciliana (o Marsiliana o Marziliana ) fu l’imbarcazione commerciale più
agevole e diffusa. LA VITA
NELLA CHIOGGIA
DEL TRECENTO Il nucleo abitativo comprendeva diversi tipi di case: la casa
piana di legno con tetto di canne
che ospitava una sola famiglia; la casa solarata a due piani, di pietra, con
cucina e magazzino a piano terra,
soggiorno camera da letto al primo piano.
Le abitazioni in CLUGIA MAIOR erano in pietra e legno, ciascuna con un
piccolo cortile o orto. Numerose in città erano le stalle con cavalli e
asini che servivano per il trasporto del sale. Era
soprattutto una città MERCANTILE, non peschereccia. Spesso
le case avevano un cortile con un orto e con l’allevamento di suini e galline;
spesso avevano stalle per asini e cavalli. Lungo
la contrada maggiore si affacciavano le belle case con portico e facciata
merlata e decorata. Avevano un cortile interno con
un pozzo, il magazzino, l’orto. Il legname era molto usato nelle
costruzioni ( per le pareti interne, i balconi, i soffitti, i pavimenti …) e
gli incendi erano molto frequenti. Per
legge, il fuoco doveva essere spento ogni sera e il padrone di casa doveva
coricarsi per ultimo dopo aver controllato che tutti i lumi di casa fossero
spenti. Le
finestre in genere erano protette da inferriate o da imposte : il vetro era poco
usato perché costosissimo. Spesso si mettevano alle finestre pelli di pecora o
fogli di carta oleata. L'acqua
per uso domestico poteva essere attinta nei pozzi pubblici, mentre l'acqua
potabile veniva comperata da appositi rivenditori ( 5 secchi costavano un
denaro). I servizi igienici nelle case erano molto rudimentali; spesso i
contenitori venivano svuotati nei canali. Il
mobilio era semplice : cassapanche, panche, sgabelli, un letto basso e largo
pieno di fieno e con un cuscino di paglia su cui dormivano più persone. Presso
i nobili il letto aveva un pagliericcio con un cuscino di piume. In
genere il tavolo era un'asse montata su cavalletti solo al momento del pasto e
poi rimossa per fare spazio. La tovaglia, quando c'era, serviva anche da
tovagliolo. Il
cassone ( o cassapanca) era usato come armadio per la biancheria, gli abiti, il
corredo, i documenti importanti… Nella
cucina si usavano paioli, orci, setacci, teglie, catini per lavarsi… Per
illuminare le stanze si utilizzavano lucerne e lumi ad olio.
Alla fine del 1200 la zona di Chioggia era ancora molto boscosa. Chioggia era una penisola, non un'isola : infatti non era separata
dall'attuale zona della stazione ferroviaria. Furono i Veneziani a scavare il
largo canale della FOSSA, per motivi di difesa. BRUNDULUM
(Brondolo) era invece un'isola ed aveva un porto. Il
pranzo era consumato fuori casa, mentre per la cena la famiglia si riuniva verso
le 20. Il
capo famiglia si sedeva a capotavola. In
genere si mangiavano (con le mani) carne salata, formaggi, pane (bollato dal
sigillo del comune), pesce, fave, cavoli, carne di maiale con molte spezie e
aromi… La
donna era sottoposta all’autorità maschile e viveva soprattutto tra le pareti
domestiche, uscendo per partecipare alle feste civili o religiose. Tutti
gli eventi di una famiglia erano festeggiati (nascite, matrimoni, battesimi…). Le
ragazze venivano promesse in sposa molto giovani. I
matrimoni erano contratti tra famiglie e talvolta (anche se proibito) anche tra
consanguinei. Il
matrimonio avveniva in 3 fasi: trattative tra le famiglie, il fidanzamento
ufficiale in pubblico con la firma del contratto davanti ad un notaio e la
cerimonia religiosa. Tutto era regolamentato negli Statuti.
Il
"SAL CLUGIAE" (sale di Chioggia) era venduto a caro prezzo alle
popolazioni vicine (Padovani, Vicentini, Trevigiani, Veronesi…). Le acque di
Chioggia avevano una forte salinità, pertanto in questa zona vi fu la più alta
concentrazione di saline di tutta la laguna veneta. Le
cerimonie religiose a S. Maria Assunta ( cattedrale ), a S. Andrea e a S.
Giacomo Anche
l'ingresso annuale in Chioggia del nuovo Podestà era una grande festa con le imbarcazioni addobbate e le insegne cittadine. Altri
"divertimenti" erano i balli a Tondo e i Saltarelli eseguiti nelle
contrade da uomini e donne ( e ripetutamente censurati dalla chiesa ). Si
suonavano cembali, tamburelli, flauti. Molti erano i suonatori di strada. Il
Palio delle Balestre venne effettuato fin dal 1200 e diventò famosissimo nel
XIV secolo: i forestieri potevano partecipare,
ma non "vincere". Il
Carnevale era fortemente regolamentato. Due
volte l'anno ( il 15 agosto e l'8 settembre ) si svolgevano due grandi fiere
(mercati). L'osteria
era molto frequentata per il gioco dei dadi (regolamentato). Purtroppo
erano frequenti le bestemmie ( anche se severamente punite ), l'usura e il gioco
d'azzardo. Molto praticato era anche il contrabbando.
Nelle saline lavoravano intere famiglie, compresi i bambini. I FONDAMENTI erano formati da molte vasche di raccolta del sale, avevano
forma rettangolare ed erano molto grandi (anche 400 metri per 300 metri). Venivano preparati e restaurati in primavera per la raccolta del sale
che avveniva da GIUGNO a SETTEMBRE. Gli argini esterni dei fondamenti erano fatti di pali, canne. fango,
sassi… Le
monete usate erano: la Lira di Piccoli (20 soldi)
e la Lira di Grossi (26 denari), 1 Ducato d'oro ( o 1 Zecchino ) valevano
18 Grossi. Gli
abiti femminili erano regolamentati (vietate le "zoie" e le perle, i
ricami in oro e argento), le vesti erano più strette di quelle del passato e
cucite; sotto la tunica, fermata con una cintura, c'era la "camisa" o
sotto-veste lunga fino ai piedi. Solo
i ricchi avevano mantelli di pelliccia. La
"gamurra" era la tipica veste femminile.
In testa si portava una benda con i capelli raccolti o con reticelle, i
sandali ai piedi, oppure calze colorate con suola. Era
apprezzata la pelle candida con le sopracciglia sottili.
Ci si depilava con schegge
di vetro. Il dentifricio era
"vino bianco" o allume di rocca.
La pesca non era l'attività principale; si allevavano soprattutto
orate, anguille e ostriche… Si pescava in laguna con piccole imbarcazioni per due o tre persone,
usando reti di vario tipo; si pescava anche di notte con un fuoco acceso sulla
prua. La
Marciliana era un'imbarcazione commerciale molto diffusa. Per
gli uomini l'abbigliamento era costituito da pantaloni molto aderenti con
gonnella fino al ginocchio, un farsetto di panno, una sopravveste stretta ai
fianchi oppure una "guarnacca" (sopravveste lunga fino ai piedi con
maniche larghe e cappuccio, spesso foderata di pelliccia ...). Il
"lucco" era una veste estiva con grandi aperture laterali, chiusa con
lacci o nastri. I
"roboni" erano vesti per giudici, notai ecc. molto lunghe, di color
rosso e nero con cappuccio, foderate di pelliccia.
Il "tabarro" era portato dagli ecclesiastici. C'erano
sandali, stivali e calze con suola. I
più ricchi avevano vesti di broccato pesante o di seta con calze a rombi, a
strisce o di colore diverso. Come
"borsa" si usava la "scarsella" appesa alla cintura.
CLODIA MINOR (Sottomarina) era una sottile striscia di terra che si
estendeva dal porto di BRUNDULUM (Brondolo)
fino al porto di San Felice, dove si trovava una torre di legno, detta Le
abitazioni erano rivolte verso la "palude" (laguna del LUSENZO) ed
erano protette da una cinta di mura con torri; il litorale verso la laguna si
chiamava RIVA.
Il
francese allora era la lingua straniera più usata.
Le
scuole erano di grado primario (leggere e scrivere), secondario (grammatica), terziario
(letteratura latina), quaternario (composizione latina).
Il
Maestro, sempre "forestiero" era pagato sia dal comune sia dagli
stessi studenti. Il
calcolo e l'aritmetica erano molto importanti (uso dell'abbaco). A
Chioggia erano molto curate le arti figurative, ma poco la letteratura. Pochi
sapevano leggere e scrivere. Solo
i più ricchi potevano intraprendere gli studi universitari; gli altri
diventavano apprendisti nelle botteghe oppure marinai
nelle navi mercantili.
Nel 1300 Clodia minor era un sottile SCANNO; il mare arrivava dove ora
scorre la strada Romea e il fiume Adige sfociava direttamente a Cavanella. Il terreno di Clodia minor non era adatto per coltivare i cereali, per
cui si svilupparono l'orticoltura e la viticolura. I terreni erano rettangolari,
paralleli tra di loro e assomigliavano…ai fondamenti. Molti lavoratori dei campi lavoravano anche nelle saline.
Si produceva molto vino. Le
classi sociali erano rappresentate da : i
Maiores (
i ricchi proprietari di saline), i Mediocres
e i Minores . C’erano
molti schiavi che tuttavia potevano diventare liberti. Provenivano
dal Medio Oriente e venivano utilizzati come servi e balie. Si
accettava l'immigrazione di stranieri in città, ma non di Ebrei. Si
curava molto il decoro della città e c'erano dei regolamenti per la tutela
dell'ambiente.
IL GOVERNO DELLA CITTA’ Fino
alla dominazione Longobarda, la città era retta da Tribuni, sostituti in
seguito dai Gastaldi. Clugia
maior e minor avevano un unico Gastaldo che amministrava i beni della comunità,
aiutato da “Boni Homines”, ”Vocatores”, “ Procuratores” e “Judices”. Dopo
il 1200 comparve la figura del Podestà eletto dal Maggior Consiglio di Venezia
a scrutinio segreto. Durava in carica 12/16 mesi. Aveva
compiti di sorveglianza amministrativa, divulgazione e pubblicazione delle
ordinanze del Doge, di controllo della condotta degli ufficiali, di vigilanza
sulle finanze del comune annotate su
appositi registri, di amministrazione della giustizia criminale…
In seguito fu governata da un Podestà che restava in carica 12/16 mesi,
veniva eletto da Venezia e nominava il Minor Consiglio della città, scegliendo
una o due persone per ogni sestiere. La città era divisa in sei
sestieri: Ogni
consigliere del Minor Consiglio poteva eleggere i consiglieri che formavano il
Maggior Consiglio. (
sacramentum obedienciae ) e il
Podestà giurava fedeltà al Doge ( iuramentum regiminis ).
Tutti i cittadini da 16 a 70 anni dovevano giurare fedeltà al PODESTA'
e al DOGE di Venezia. Chioggia
aveva i suoi STATUTI scritti; pur avendo un unico Podestà Clugia minor e Clugia
maior erano due comuni distinti. Il
giuramento veniva effettuato nel
Maggior Consiglio e chi non partecipava doveva pagare un’ammenda di 3 lire di
piccoli.
Vivendo a stretto contatto nelle contrade, le persone chiacchieravano
tra loro, si divertivano, si aiutavano … ma spesso cominciavano a litigare, a
calunniarsi, ad attaccarsi (gli uomini per motivi di lavoro, le donne spesso per
motivi sentimentali …). Si arrivava perfino a sfregiarsi il viso o si compivano dei delitti … Gli insulti più usati erano: "TE VEGNA EL MAL DE SAN LAZARO!" "TE NASCA LE FISTOLE!" "VA A LE FORCHE!" "SCHIAVI!" Tutti
i cittadini dai 16 ai 70 anni erano iscritti nella “rotula” ( fogli di
matricola ) ed erano tenuti a pronunciare il giuramento.
Il
numero dei consiglieri del Maggior Consiglio variò secondo i periodi ( erano
circa 200). Le
sedute erano effettuate nella sala maggiore del palazzo del comune; gli assenti
venivano multati. Si discutevano le proposte del podestà e del Minor Consiglio. Quest'ultimo
era nominato dagli elettori del Maggior Consiglio:
prima del 1381 era costituito da 12 consiglieri, dopo la guerra da 6. Assieme
al Podestà, il Minor Consiglio metteva in esecuzione le delibere del Maggior
Consiglio, soprattutto in materia di ordine pubblico e di finanze. I consiglieri
duravano in carica 6 mesi ; ricevevano un salario e dei doni per le attività
svolte (honoreficentiae).
Il più antico stemma conosciuto risale al 1332: si tratta di un leone
rampante scolpito su tre misure di grano che si possono
vedere al Museo Civico di Chioggia. Lo stemma come "scudo sannitico d'argento al leone di rosso"
è stato concesso definitivamente alla città di Chioggia solo nel 1988, insieme
al Gonfalone della città. Il
leone rampante era il simbolo dei troiani che, secondo la leggenda, fondarono
Chioggia per mano di Clodio. Il leone è rimasto quindi come ricordo di queste
origini leggendarie. ALTRI
FUNZIONARI IL
CANCELLIERE DEL COMUNE : doveva leggere tutte le ordinanze pubbliche. I
PRECONI erano i
"corrieri" del Comune; convocavano i Consigli suonando a distesa la
campana grande del Palazzo. I
MASSARI erano tre e si occupavano delle tasse e delle finanze. I
SALINARI erano inviati da Venezia
per sorvegliare le saline e per far pagare i dazi sul sale. I
SAZIATORI DEL SALE erano 9 e venivano eletti ogni anno; dovevano assaggiare e
pesare il sale. LE
SOVRAGUARDIE erano le guardie alle
porte della città. I
PROVVEDITORI ALLE BIADE cercavano il frumento, lo portavano nei granai e poi lo
vendevano ai fornai. I
SOVRASTANTI DEL VINO erano 4 e ogni domenica daziavano il vino. I
GIUSTIZIERI erano 3 ufficiali di polizia che sorvegliavano i negozianti. I PROCURATORI DEL DUOMO erano 2 e amministravano le entrate
della cattedrale. I
GIUDICI DEL PROPRIO erano 3 e giudicavano nelle controversie civili. I
CANCELLIERI DEI GIUDICI DEL POPOLO erano 2, leggevano e trascrivevano i
documenti. I
GIUDICI ESAMINATORI erano 4 e firmavano tutti i documenti. GLI
AVOGADORI erano 4 e discutevano sulle richieste inoltrate al Podestà. Gli
STIMATORI DELLE DOTI valutavano i beni alla presenza di un notaio. I
SIGNORI DELLA NOTTE erano divisi
per sestieri e sorvegliavano la città contro furti o reati; multavano chi non
chiudeva dopo il suono della campana, chi sporcava, chi giocava a dadi… I
GIURATI ALLE ARMI erano le guardie del Comune; arrestavano, sequestravano,
denunciavano, cacciavano i banditi… L'ARTIGIANATO
- C'erano SQUERARIOLI, CERAMISTI, VASAI, CESTAI, FABBRI, REMAI, FALEGNAMI,
MURATORI, FORNAI, PESCATORI, CORDAI, SARTI, CALZOLAI, ORAFI, SCALPELLINI….
Chioggia fu coinvolta nella guerra tra Genovesi e Veneziani (1378-1381)
che le costò migliaia di morti e la distruzione di case, chiese, monasteri,
saline, orti e vigneti… Clugia minor rimase desolata e distrutta e per Clugia maior cominciò un
periodo di isolamento e di miseria…Del suo antico splendore medioevale
purtroppo rimase ben poco… **********

Chioggia e il Veneto fecero parte della “X
Regio”, provincia romana di “Venetiae
et Histriae”, al tempo dell’Imperatore Ottaviano Augusto.



TUTTI I NOMI DI CHIOGGIA : 








Dagli antichi
documenti appare l'immagine di un popolo molto VIVACE, talvolta
IRRUENTE, con un forte SENSO della PROPRIETÀ, CALOROSO
e …RISSOSO. 
